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Antonella Mangano e Michele Trungadi

Vi danno il benvenuto!

nella loro Azienda agricola "Terre di Vasia"

Agricoltura Biologica e Agriturismo in Serrata (Reggio Calabria) - Calabria - Italia

 

La nostra Azienda , situata nel comune di Serrata (RC) e precisamente in località Vasia , è circondata da un paesaggio prevalentemente collinare a circa 120 metri s.l.m.

La cima più alta è il Monte Bazia (246 m.) ai piedi del quale si estende gran parte della nostra azienda che con il suo nome “TERRE di VASIA” vuol far onore al luogo ove per alcuni secoli vissero agricoltori che fecero dell’olivicoltura la loro maggior attività.

 

Tutti i terreni e le varie fasi delle lavorazioni dei prodotti sono controllati e certificati dall’ Organismo di controllo “QC&I international services”.

Appartengono all'azienda 15 ettari di terra destinati in gran parte alla coltivazione di olivi e di agrumi coltivati esclusivamente con metodi biologici.

L’azienda è inserita nella rete nazionale delle Fattorie Didattiche ideata dalla Confederazione Italiana Agricoltori con il proposito di riavvicinare le giovani generazioni al mondo agricolo e alle sue molteplici funzioni volte a migliorare la qualità della vita

L’azienda ha altresì aderito al programma comunitario denominato “ Regolamento CEE 2080” sul rimboschimento a favore e a tutela dell’ambiente.

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UN PO’ DI STORIA

Abitata fin dall’epoca greco-romana, questa terra trova il suo massimo splendore nel periodo normanno .
In quel periodo andavano costituendosi numerose e floride aziende agricole amministrate dai monasteri e dalle badie , con tecnici conventuali che avevano viaggiato moltissimo ed erano in condizioni di sfruttare al meglio sia i terreni che gli allevamenti di bestiame.


L’agricoltura era ricca e varia e oltre alla coltivazione dell’ulivo e degli agrumi comprendeva anche quella della vite, del cotone, del lino, della canna da zucchero e non meno importante quella del gelso usato in bachicoltura.

 


Il centro più importante della valle del Mesima-Marepotamo era la “Contea di Borrello” che visse momenti di gran ricchezza economica-culturale e spirituale. Tra l’altro è interessante sapere che qui Federico II scelse una delle sue dimore di caccia.

Della“Contea di Borrello” facevano parte vari casali tra i quali quello di Serrata e quello del piccolo agglomerato di VASIA termine dialettale che deriva da Bazia nome della collina attorno alla quale si estendeva il centro abitato. Distrutta dal terremoto del 1783 ( ricordato, per la sua violenza, come il “flagello”) verso la fine del sec. XVIII già non esisteva più nonostante si cercasse di agevolare coloro che si fossero indotti a stabilirvi dimora

 

Il sistema collinare della “Contea di Borrello”, per le sue condizioni climatiche privilegiate e per la ricchezza dei terreni argillosi, favorì particolarmente la coltivazione dell’ulivo e della vite.
I boschi di ulivi selvatici, probabilmente di provenienza indigena o importati in epoche remote, rappresentarono sul nostro territorio l’inizio di quella “marcia storica ed economica” che arrivò poi a formare il più redditizio commercio dell’olio.
Questo fu tanto conosciuto e apprezzato che fin dall’antichità il Pontefice Gregorio II, nell’anno 730 d.c. chiede all’ “….olibetu in fundo Burrejano” il magnifico olio nostrano per la Basilica di San Pietro a Roma.

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